La certificazione ISO 45001 può essere utilizzata per richiedere la riduzione del premio INAIL? Per un’impresa che possiede già un sistema di gestione certificato, o che sta valutando di adottarlo, la risposta ha un interesse concreto. Il modello OT23 2027 contempla infatti la certificazione tra gli interventi migliorativi riconosciuti dall’Istituto, ma stabilisce condizioni precise per la sua ammissibilità.
Il punto da chiarire è che la conformità alla ISO 45001 e l’idoneità della certificazione ai fini OT23 sono due questioni distinte. Un certificato può attestare la conformità del sistema di gestione alla norma senza soddisfare necessariamente tutti i requisiti richiesti per la riduzione assicurativa.
Per valutare questa possibilità occorre quindi esaminare il certificato nel suo insieme: chi lo ha rilasciato, sotto quale accreditamento, per quali attività e sedi e con quale validità temporale. A queste verifiche si aggiungono le condizioni generali previste dall’INAIL per l’impresa richiedente.
ISO 45001 e OT23: quando la certificazione è rilevante per la riduzione INAIL
Il modello OT23 consente alle aziende che realizzano interventi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, ulteriori rispetto agli obblighi di legge, di richiedere una riduzione del tasso medio di tariffa INAIL.
Per il 2027, tra gli interventi riconosciuti figura l’E-1, relativo all’adozione o al mantenimento di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) certificato secondo la norma UNI ISO 45001.
L’intervento è classificato come Tipo A. Il modello prevede che, ai fini della selezione degli interventi migliorativi, sia sufficiente realizzarne uno di Tipo A oppure due di Tipo B, nel rispetto dei rispettivi requisiti e delle condizioni generali di accesso.
La presenza della ISO 45001 tra gli interventi di Tipo A rende la certificazione potenzialmente rilevante anche sotto il profilo assicurativo. È però necessario distinguere il riconoscimento dell’intervento dall’accoglimento della domanda: il primo dipende dalle caratteristiche del sistema certificato e dalle condizioni stabilite per E-1; il secondo richiede che l’impresa soddisfi anche i presupposti generali previsti dall’INAIL.
Per un’azienda già certificata, la prima valutazione riguarda dunque l’idoneità del certificato esistente. Per chi sta considerando la certificazione, gli stessi requisiti possono incidere sulle scelte relative all’organismo certificatore, al campo di applicazione e alla pianificazione del percorso.
Quali requisiti deve rispettare la certificazione ISO 45001?
L’intervento E-1, inserito nella sezione dedicata alle misure organizzative per la gestione della salute e sicurezza, richiede una certificazione UNI ISO 45001 rilasciata da un organismo accreditato per lo specifico settore di attività secondo le condizioni previste dal modello.
La formulazione merita attenzione, perché non tutte le certificazioni riferite alla stessa norma sono necessariamente equivalenti ai fini dell’OT23.
La ISO 45001 definisce i requisiti del sistema di gestione. Il certificato attesta la conformità del sistema alla norma, entro un determinato campo di applicazione. L’accreditamento riguarda invece la competenza dell’organismo che effettua la certificazione, riconosciuta in relazione a specifici schemi e settori.
Quando si valuta un certificato per l’intervento E-1, questi elementi devono essere letti congiuntamente. La presenza della dicitura ISO 45001:2018, considerata isolatamente, non permette di concludere che siano soddisfatte tutte le condizioni INAIL.
Accreditamento: per l’OT23 non è obbligatorio l’accreditamento Accredia
Un aspetto particolarmente rilevante per le imprese riguarda il riconoscimento delle certificazioni ISO 45001 ai fini della riduzione INAIL. L’intervento E-1 del modello OT23 2027 non richiede che il certificato sia necessariamente rilasciato sotto accreditamento Accredia.
Come chiarito dall’INAIL nelle FAQ ufficiali sull’OT23 2027, sono riconosciute anche le certificazioni rilasciate da organismi accreditati presso enti firmatari degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento EA/MLA oppure IAF/MLA, o di entrambi.
Il sistema di riconoscimento previsto dall’INAIL non è quindi limitato all’accreditamento nazionale italiano. Anche una certificazione rilasciata sotto accreditamento di un ente estero può soddisfare i requisiti dell’intervento E-1, purché l’organismo sia accreditato per lo schema ISO 45001 e per lo specifico settore di attività interessato.
Per le aziende, questo significa che l’assenza di accreditamento Accredia non costituisce un motivo di esclusione dal beneficio INAIL. Ciò che rileva è la conformità dell’accreditamento ai requisiti previsti dal modello OT23 2027, insieme alle ulteriori condizioni applicabili alla certificazione e all’impresa richiedente.
Campo di applicazione, sedi e PAT
L’accreditamento è soltanto una parte della verifica. Un altro aspetto riguarda il campo di applicazione della certificazione e la sua corrispondenza con l’organizzazione aziendale.
L’intervento E-1 è previsto per tutte le Posizioni Assicurative Territoriali (PAT), secondo le condizioni indicate nel modello.
Le FAQ INAIL precisano che il certificato deve comprendere le sedi oggetto della certificazione corrispondenti alle PAT attive, tenendo conto delle eccezioni e delle situazioni particolari disciplinate dall’Istituto. Tra queste figurano specifiche precisazioni relative alle PAT aperte successivamente alla certificazione e alle imprese edili.
La questione assume particolare rilievo nelle aziende articolate su più sedi.
Si consideri, a titolo esemplificativo, un’impresa con una sede amministrativa e diversi stabilimenti operativi. La presenza di un certificato ISO 45001 non chiarisce, da sola, quali attività e unità organizzative siano effettivamente comprese nel sistema certificato.
Per valutare l’intervento E-1 è necessario confrontare il campo di applicazione riportato sul certificato con la struttura aziendale e con le PAT interessate.
La verifica può apparire formale, ma riguarda un elemento sostanziale: la corrispondenza tra ciò che è stato certificato e il perimetro richiesto dall’INAIL.
Attenzione alle differenze tra OT23 2026 e OT23 2027
Un ulteriore aspetto da considerare è l’annualità del modello utilizzato come riferimento. L’OT23 viene aggiornato e le condizioni previste per un determinato intervento non possono essere automaticamente estese agli anni successivi.
Per il 2027, l’intervento E-1 riguarda i sistemi certificati ISO 45001 che soddisfano gli specifici requisiti di accreditamento.
La voce E-3 ha invece un oggetto differente: riguarda sistemi di gestione conformi a determinate linee di indirizzo sviluppate nell’ambito di accordi tra INAIL e organizzazioni delle parti sociali o organismi del sistema della bilateralità.
Nel modello OT23 2026, E-3 comprendeva anche una diversa previsione relativa ad alcune certificazioni ISO 45001 rilasciate sotto accreditamenti non riconducibili agli accordi EA/MLA e IAF/MLA. Questa formulazione non è riproposta come categoria generale nel modello 2027.
La distinzione ha una conseguenza precisa: non è corretto considerare E-3 una soluzione alternativa per qualsiasi certificazione ISO 45001 che non soddisfi i requisiti E-1.
Un’azienda che abbia già valutato la propria situazione sulla base della documentazione 2026 deve quindi riesaminare le condizioni applicabili al 2027, senza presumere che gli interventi mantengano lo stesso contenuto.
Il riferimento documentale è il modello ufficiale OT23 2027, da leggere insieme alle FAQ e alle istruzioni operative pubblicate dall’Istituto.
Tempistiche e documentazione: cosa verificare per il 2027
Il modello OT23 2027 riguarda gli interventi migliorativi realizzati nel corso del 2026. È una distinzione da tenere presente, perché l’anno di presentazione della domanda non coincide con quello al quale si riferiscono gli interventi.
Per E-1, il certificato deve essere datato nel 2026 oppure, se rilasciato in anni precedenti, risultare valido per l’intero 2026. Il modello esclude i certificati con scadenza anteriore al 31 dicembre 2026.
La domanda deve essere presentata attraverso il servizio online INAIL entro il 1° marzo 2027, secondo la scadenza comunicata per questa annualità.
Queste condizioni temporali incidono direttamente sulla pianificazione aziendale. La data di presentazione della domanda non costituisce infatti un termine entro il quale realizzare indistintamente tutti gli interventi: per ciascuna misura devono essere rispettati i requisiti relativi all’anno di riferimento.
Nel caso della ISO 45001, ottenere un certificato nel 2027 non consente di considerare automaticamente soddisfatte le condizioni richieste per l’intervento E-1 riferito al 2026.
Sul piano documentale, il modello individua il certificato del sistema di gestione quale evidenza probante dell’intervento, con le caratteristiche richieste dalla relativa voce.
La documentazione specifica deve essere distinta dai prerequisiti generali. Per beneficiare della riduzione, l’impresa deve rispettare anche le condizioni contributive, assicurative e di salute e sicurezza previste dall’INAIL.
La certificazione può quindi documentare un intervento migliorativo riconosciuto, ma non sostituisce le verifiche sulla posizione complessiva dell’azienda.
Quanto può ridursi il premio INAIL?
La misura della riduzione dipende dalla situazione assicurativa dell’impresa e, per le PAT oltre il primo biennio di attività, dal numero di lavoratori-anno.
| Lavoratori-anno della PAT | Riduzione del tasso |
| Fino a 10 | 28% |
| Da 10,01 a 50 | 18% |
| Da 50,01 a 200 | 10% |
| Oltre 200 | 5% |
Per le PAT nei primi due anni di attività è previsto uno specifico regime di riduzione dell’8%.
Queste percentuali sono spesso l’informazione che attira maggiormente l’attenzione delle imprese. Devono però essere interpretate correttamente.
La percentuale indicata dall’INAIL riguarda la riduzione del tasso medio di tariffa; non equivale, di per sé, a un risparmio della stessa percentuale sull’intero premio assicurativo pagato dall’azienda.
L’effetto economico dipende dai dati della posizione assicurativa e dal meccanismo di determinazione del premio.
Di conseguenza, la percentuale massima prevista dal modello non può essere utilizzata come stima generalizzata del risparmio ottenibile attraverso la certificazione ISO 45001.
Per valutare l’incidenza economica dell’eventuale riduzione occorre partire dalla situazione assicurativa effettiva dell’impresa. Solo così il beneficio potenziale può essere considerato in modo attendibile all’interno di una valutazione aziendale.
Le verifiche da effettuare prima di considerare il beneficio
La possibilità di utilizzare una certificazione ISO 45001 ai fini dell’OT23 richiede una valutazione che tenga conto sia delle caratteristiche del certificato sia della situazione aziendale.
Il primo aspetto riguarda la conformità della certificazione ai requisiti dell’intervento E-1, con particolare riferimento alla validità temporale, al campo di applicazione e all’accreditamento dell’organismo che la rilascia. A questo si aggiunge la verifica della corrispondenza tra le sedi certificate e le Posizioni Assicurative Territoriali (PAT), secondo le condizioni stabilite dall’INAIL.
Per le imprese che intendono intraprendere un percorso di certificazione, queste valutazioni assumono rilievo già nella fase di scelta dell’organismo certificatore e del relativo accreditamento.
ISO CERT può affiancare le aziende nella valutazione delle soluzioni di certificazione ISO 45001, fornendo un supporto tecnico concreto nell’individuazione di organismi e accreditamenti coerenti con i requisiti di riconoscimento previsti dall’INAIL. L’obiettivo è consentire all’impresa di effettuare una scelta consapevole, considerando fin dall’inizio anche le condizioni che potrebbero rendere la certificazione utilizzabile ai fini dell’intervento E-1.
La verifica deve comunque comprendere i requisiti generali richiesti all’azienda, poiché la conformità della certificazione non determina automaticamente il riconoscimento della riduzione.
La valutazione conclusiva sull’ammissibilità della domanda e sulla concessione del beneficio rimane di competenza dell’INAIL.
Una decisione da valutare oltre la riduzione del tasso
La ISO 45001 disciplina un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Il suo campo di applicazione riguarda l’organizzazione delle responsabilità, la gestione dei rischi, la definizione dei processi e il miglioramento delle prestazioni in materia di sicurezza.
L’eventuale riduzione INAIL si colloca su un piano diverso: è una misura assicurativa subordinata a requisiti stabiliti dall’Istituto e riferiti a una specifica annualità.
Tenere distinti questi due piani permette di valutare la certificazione per ciò che effettivamente rappresenta e, separatamente, di accertare se possa essere utilizzata nell’ambito dell’OT23.
Per un’impresa che sta programmando un sistema di gestione, questo significa non costruire la decisione esclusivamente intorno a una percentuale di riduzione. Per un’azienda già certificata, significa verificare se il certificato posseduto abbia le caratteristiche richieste, anziché presumere che il riferimento alla ISO 45001 sia sufficiente.
La differenza tra le due prospettive è sostanziale: la certificazione riguarda la conformità del sistema di gestione; l’ammissibilità OT23 riguarda il rispetto delle condizioni previste per uno specifico beneficio assicurativo.
Per consultare il modello, la guida e gli eventuali aggiornamenti, è disponibile la pagina ufficiale INAIL dedicata all’OT23 2027.
Approfondire il percorso di certificazione ISO 45001
ISO CERT è a disposizione delle imprese che intendono intraprendere un percorso di certificazione ISO 45001, offrendo informazioni sulle caratteristiche della certificazione proposta e sui relativi requisiti di accreditamento, anche in relazione alle condizioni previste dall’intervento E-1 del modello OT23.
Per quanto riguarda la richiesta di riduzione del tasso INAIL, è opportuno distinguere il percorso di certificazione dalla gestione della pratica amministrativa. La predisposizione e la presentazione della domanda OT23 spettano all’azienda, che può occuparsene direttamente oppure affidarsi a un professionista o intermediario abilitato.
Generalmente, il riferimento è il consulente del lavoro o il commercialista che già segue gli adempimenti assicurativi INAIL dell’impresa. L’RSPP o il consulente per la sicurezza può invece contribuire alla raccolta e alla verifica della documentazione tecnica necessaria, collaborando con chi si occupa della presentazione della domanda.
Il supporto di ISO CERT riguarda il percorso di certificazione e le caratteristiche della certificazione proposta, mentre la compilazione, la trasmissione della domanda OT23 e i relativi adempimenti amministrativi restano a carico dell’azienda o dei professionisti da essa incaricati. Il riconoscimento della riduzione è in ogni caso subordinato alla verifica dei requisiti e alla valutazione dell’INAIL.
Certificazione ISO 45001: scegli un percorso consapevole con ISO CERT
La certificazione ISO 45001 può rappresentare un’opportunità per la tua azienda, anche in relazione alle agevolazioni previste dal modello INAIL OT23. Per questo, scegliere una certificazione con caratteristiche e requisiti di accreditamento adeguati fin dall’inizio può fare la differenza.
Con ISO CERT puoi approfondire le soluzioni di certificazione disponibili, comprendere i requisiti applicabili e valutare un percorso coerente con le esigenze della tua organizzazione.
Contattaci per valutare insieme come intraprendere il tuo percorso di certificazione ISO 45001 con maggiore consapevolezza, valorizzando anche le opportunità previste dall’INAIL.